Firenze / Passeggiata dei Paesaggi fiorentini

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Una passeggiata nell'oro di Firenze

di Flavio Bassi

Percorrere, a piedi, la passeggiata dei Paesaggi fiorentini è come camminare nell'oro.
Partendo a metà pomeriggio in una giornata di sole e aria tranquilla, si passa per le prime pittoriche vie collinari e si arriva a gustare i raggi arancioni e tiepidi del tramonto, nell'infinito del Piazzale Michelangelo.

Ponte Vecchio

Crocevia di acqua, aria, terra e luce; luogo incantato in cui farsi riscaldare dai raggi del sole di inverno oppure ammirare l'incredibile arancione dei tramonti di maggio, l'arancione che si presenta all'improvviso come il primo attore e modella la scena a modo suo.
Una passeggiata che voglia sentire la città deve cominciare da qui, guardando l'infinito lontano riflesso sull'acqua dell'Arno e cercando i punti dove vengono attaccati i lucchetti - simbolo di un legame fra persone e città che si vorrebbe non terminasse mai, e allora le chiavi vanno rigorosamente gettate fra le onde.

Costa S. Giorgio

Stretta strada in salita che dal centro in pochi minuti conduce alla collina; itinerario dotato di fascino, ha ispirato fra gli altri Duprè, Galilei, Rosai, Pratesi, Ciaikovskij.
Percorrendo la Costa sin dall'inizio di Piazza S. Felicita si esce improvvisamente dalla folla e dal traffico e si viene proiettati in una dimensione di confine, dove finisce la terra ed inizia il cielo.

Forte Belvedere

Panorama unico per la sua vicinanza al centro e per l'armonia di sfumature che offre volgendo lo sguardo dalle case della città ai cipressi delle colline.
Qui si tocca con mano la cupola del duomo, come se fosse la volta celeste rappresentata sulla terra e a disposizione per essere guardata e sentita. Qui ci si sente un tutt'uno con i progettisti costruttori della città.
Sede di esposizioni di arte contemporanea, con specifici orari di apertura.

Via S. Leonardo

Un mondo a parte. Nè città nè campagna, strada-studio che favorisce il raccoglimento fra muretti in pietra, olivi e cielo; ogni tanto si incontra un passante con cui si comunica senza parole.
A metà una sorpresa: la chiesetta di S. Leonardo, improvvisa macchia di colore con giardino fiorito e dorature.

Viale Galileo

Sulla carta un semplice viale collinare alberato, in realtà esercizio di architettura; di quella architettura che vuole rendere il territorio leggero.
Percorrendolo a piedi all'ombra delle foglie (che singolarmente qui appaiono più verdi del solito) si svolgono le curve ampie come se fossero disegnate dalla collina, e si nota ogni tanto la presenza fissa della cupola - centro dello spazio.

Piazzale Michelangelo

Potrebbe essere definito un ideale dell'urbanistica e della paesaggistica.
Qualcuno ha cercato il punto - forse l'unico punto - in cui le linee visuali vanno da un capo all'altro delle colline, scivolano sulle onde dell'Arno, salgono sulla punta del duomo e girano in tutte le strade della città.
Ci si sente protagonisti del mondo in questo punto; non è altro che un punto dello spazio eppure fa ricordare di essere parte del pianeta e dell'universo.
In questo punto qualcuno ha costruito un piazzale, aperto e luminoso. Non un recinto o una torre, ma una piazza della città.
Questa è scuola per qualsiasi progettista di qualsiasi tempo. Imperdibile al tramonto dorato in una giornata serena.

S. Miniato

Dopo il cosmopolitismo del Piazzale, la purificazione di S. Miniato.
Si salgono degli scalini - pochi ma sembrano infiniti per la distanza immaginaria che si copre.
I rumori ed i traffici della città sono solo un ricordo lontano. Qui regnano statica, spirito ed eternità. Il duomo è ormai così piccolo che sembra un granello.
Meraviglioso di pomeriggio, attenzione però alla chiusura dei cancelli.

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